Il rubino

Il rubino

Il termine rubino deriva etimologicamente dal latino ruber, letteralmente "rosso".

Una parola abbastanza azzeccata per descrivere la pietra di rubino, entrata nell'immaginario collettivo a causa dell'intensa colorazione rossa che la contraddistingue.

  • Come si origina il rubino
    Il rubino è una pietra preziosa che si origina dall'ossido di alluminio, altrimenti detto corindone, alla cui famiglia appartiene anche lo zaffiro. Si tratta di una delle varietà di pietre più dure e resistenti presenti in natura, seconda solamente al diamante.
    La vivace colorazione che contraddistingue il rubino è da attribuirsi alla presenza di cromo nella sua struttura morfologica, grazie a cui può raggiungere colori che spaziano da un rosso vivo a tonalità rosate decisamente più tenui.

  • Giacimenti e varietà di rubino
    Le pietre di rubino sono notevolmente rare. Esse sono individuabili soprattutto nei giacimenti della Birmania, da cui provengono i rubini ritenuti di maggior pregio, e si presentano solitamente in dimensioni piuttosto ridotte. I rubini provenienti dalla Birmania sono altresì denominati "sangue di piccione" a causa dell'intensa colorazione rossa che li caratterizza e rende particolarmente apprezzati in tutto il mondo.
    Altri importanti centri di concentrazione del rubino si trovano in Sri Lanka, in Thailandia, in Madagascar, in Tanzania e diverse altre zone di Asia e Africa. Come abbiano già accennato, tuttavia, il rubino è una pietra di difficile reperibilità e le sue dimensioni sono strettamente correlate al grado di trasparenza: quanti più sono i carati desiderati, tanto più sarà difficile reperire un rubino di elevata limpidezza.
    Tra le altre varie tipologie di rubino, degno di nota è anche il rubino-zoisite, originario della Tanzania, che, come è intuibile dal nome stesso, è composto da un rubino naturale accorpato a cristalli di zoisite, minerale da cui ha derivazione la tanzanite. L'unione fra rubino e zoisite genera un'unica pietra caratterizzata da un ventaglio di colori che tendono dal verde al nero, mentre il rubino conserva i propri caratteristici riflessi rossi.
    Piuttosto conosciuto è anche il rubino fuchsite, ottenuto mediante l'associazione naturale tra fuchsite e cristalli di corindone.

  • Le inclusioni nel rubino
    Una delle caratteristiche principali del rubino è la presenza naturale di inclusioni visibili dovute soprattutto alla presenza di cromo nella struttura morfologica della pietra.

  • Valutazione del rubino
    Al contrario di quanto si potrebbe pensare, ancor più della colorazione, nella valutazione di una pietra di rubino si tengono in considerazione soprattutto la brillantezza e la trasparenza. In linea generale, minore è il numero di inclusioni, maggiore risulterà la brillantezza del rubino, aumentandone così il valore commerciale.

  • Il rubino sintetico
    Il rubino è divenuto celebre anche per essere stato la prima pietra di cui si è tentata la riproduzione in laboratorio. Il primo rubino sintetico fu realizzato nei primi anni del novecento dal francese A. Verneuil, da cui il metodo ha ereditato il nome. I rubini ottenuti tramite il suo processo di sintetizzazione risultavano particolarmente trasparenti e limpidi, adatti soprattutto alla realizzazione di pezzi di bigiotteria.
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